Il Parma vince e rilancia: la profondità della rosa è l'arma in più per lo sprint finale

Un altro successo per i ducali, il sedicesimo in ventiquattro giornate, e un altro segnale di forza lanciato dalla capolista, che si porta a casa una gara tutt'altro che scontata. Perché se è vero che il 4-1 finale sembra raccontare di una vittoria netta, la Pro Vercelli di Montanarelli ha dimostrato di essere una squadra in fiducia, capace di mettere in difficoltà i gialloblu per alcuni tratti del match.
Allo stadio Silvio Piola, gli emiliani fanno la partita fin dai primi minuti, gestendo il possesso palla e cercando di imporre il proprio gioco. Di contro, la Pro Vercelli difende con un blocco basso compatto e grande spirito di sacrificio, facendo densità in mezzo e cercando, quando possibile, di far male in ripartenza. A sorpresa, a passare in vantaggio sono proprio i padroni di casa: Malaj intercetta il pallone nella propria metà campo e innesca un rapido contropiede. Fofana guida la transizione e premia sulla corsa Sow, che davanti ad Astaldi è freddo e preciso: piattone sul secondo palo, palla in rete dopo aver colpito il legno. Nonostante la pressione costante del Parma, la gara sembra incanalarsi sui binari giusti per la Pro, che riesce a tenere il ritmo del match sotto controllo. Al 39', però, è Nardozi, il più ispirato dei suoi sin da inizio gara, a cambiare la storia del match, rimettendolo in equilibrio. Azione insistita di Cardinali, Plicco allarga per l'accorrente Nardozi, che, da posizione defilata, calcia di destro trovando la deviazione di Tarantola. Il pallone gli ritorna sul sinistro, il suo piede forte: controllo e tiro a giro sul secondo palo, imparabile. È 1-1. Il pareggio manda in tilt una Pro Vercelli fino a quel momento quasi impeccabile, che nel giro di due minuti subisce un altro colpo: Tigani firma il sorpasso, mandando il Parma all'intervallo avanti di un gol. Nella ripresa i gialloblu calano il tris con Conde, che si procura e trasforma un calcio di rigore. Le Bianche Casacche, sotto di due gol, provano a reagire e costruiscono almeno un paio di occasioni per riaprire il match, ma senza successo. E così, nei minuti finali, Mengoni chiude i conti con il gol del definitivo 4-1.
Ma al di là del risultato rotondo, ciò che colpisce maggiormente è la capacità del Parma di trovare risorse sempre nuove, anche cambiando interpreti. La profondità della rosa gialloblu può essere l'arma in più nello sprint finale di campionato, e la trasferta di Vercelli ne è stata l'ennesima dimostrazione. Il tecnico Nicola Corrent ha effettuato cinque cambi nell'undici titolare rispetto alla sfida contro il Vicenza, rivoluzionando quasi metà squadra senza che il livello della prestazione ne risentisse. Un segnale importante: il Parma non dipende da un solo blocco di titolari, ma può attingere da una rosa ampia e competitiva. Basti pensare a Manuel Nardozi, che ha sostituito il capocannoniere della squadra Nwajei e si è preso la scena con una prestazione da MVP. Impiegato alto a destra, è entrato spesso dentro al campo per ricevere in posizione più accentrata, dando imprevedibilità alla manovra e mostrando ottima capacità nel legare il gioco tra centrocampo e attacco. Non solo il gol del pareggio nel momento più delicato della gara, ma anche tanti strappi, conclusioni pericolose e giocate che hanno mandato in difficoltà la difesa avversaria. Un'ulteriore conferma per un giocatore abituato ai grandi palcoscenici, già decisivo in due finali scudetto con la Roma negli ultimi tre anni.
Non solo Nardozi: anche Tigani, autore del gol del sorpasso, ha risposto presente, così come Plicco, tra i più brillanti nel primo tempo con i suoi inserimenti per scardinare la difesa bassa della Pro Vercelli. D'Intino si è fatto trovare pronto, entrando anche nell'azione che ha portato al rigore del tris, mentre Mena ha garantito ordine e solidità.Il messaggio è chiaro: il Parma ha più di undici titolari e può contare su tante soluzioni valide. Una carta preziosa nelle ultime sei giornate, quando freschezza ed energie faranno la differenza nella corsa verso l'obiettivo finale.